Sviluppare un management supportivo e
co-creare una comunità tra pari.

Questa frase può racchiudere lo spirito dei colloqui che, in team, abbiamo recentemente concluso all’interno di una rinomata realtà del tessuto organizzativo italiano.

Nelle settimane che hanno preceduto le ferie estive sono stati condotti numerosi incontri individuali con i professionisti della struttura: un percorso intenso, a tratti impegnativo (vista la carenza di personale che incide su tempo/motivazione di ogni risorsa e le convinzioni pregresse sul tema), ma al tempo stesso profondamente significativo.

Ciò che è emerso con chiarezza è un doppio bisogno:
– sviluppare un “management supportivo”, capace di favorire comunicazioni trasparenti e scambi evolutivi
– co-creare una “comunità tra pari”, dove poter condividere riflessioni, confrontarsi e sostenersi reciprocamente nella quotidianità del lavoro

Anche l’ambiente degli incontri ha avuto un ruolo non secondario: spazi molto curati, con supporti tecnologici d’eccellenza, fondamentali ove sia stato necessario effettuare più collegamenti in contemporanea, all’interno di un “campus d’autore”, immerso nel verde. Un luogo accogliente, minimal e non formale che ha favorito e può in generale favorire apertura, spazio di riflessione e disponibilità al dialogo.
Perché – come ricorda la PNL – anche il “contesto” modella lo stato interno (NLP University International Robert Dilts )

Ora ci si prepara alla fase successiva:
🔹 avviare una formazione mirata rivolta al management
🔹 tradurre i bisogni raccolti in linee di sviluppo condivise
🔹 sostenere la nascita di pratiche relazionali che consolidino fiducia e senso di comunità (nei singoli e nei team)

Ma prima ancora della macro-progettazione (che precede i training nei sottogruppi), vale la pena riconoscere ciò che è già accaduto:
✨ si è sentita aumentare la fiducia nel futuro (da piccole riflessioni, gesti, proposte)
✨ le persone hanno trovato uno spazio di ascolto autentico e condivisione (paradossalmente non scontati in tale contesto!)
✨ si è attivato un movimento generativo che ha già iniziato a far emergere idee innovative e sostenibili per il sistema e i suoi “abitanti”

Credo fortemente che “Ogni volta che ascoltiamo le risorse e non solo i problemi, si muova un’energia potente. È il coaching in azione, è la PNL che si manifesta nella vita reale: non nel pensare, ma nel fare, nel creare possibilità concrete. Ed è lì che le persone scoprono di avere già dentro ciò che serve per evolvere.”

A breve (post condivisione ed analisi con la Dirigenza) inizierà la formazione nei sottogruppi, e sarà interessante osservare come queste aperture possano tradursi in nuove azioni e ampliate modalità relazionali e gestionali.

Perché il cambiamento, come abbiamo visto, non comincia dal fare di più. Comincia dall’ascoltare di più. Questo è il fine del Coaching generativo con MindsetMaps Italy MindsetMaps International