La misurazione e la riflessione come prerequisito
di benessere e sviluppo personale.
Molte delle strategie più efficaci nello sviluppo personale ed organizzativo, provengono dal dialogo fertile tra psicologia e sanità. In questo scenario, il lavoro di J.Driscoll rappresenta un contributo chiave, come sottolinea la brillante Partner di MindsetMaps Greece Marianna Antonakaki.
Accademico britannico, Driscoll (‘90) ha dedicato la sua carriera a promuovere la pratica riflessiva come competenza centrale per i professionisti della salute e dell’educazione. Il suo modello –che riprese T.Borton (‘70)– ha mostrato come la riflessione e la consapevolezza non siano un lusso, bensì un vero prerequisito per la salute mentale, l’autenticità e la leadership efficace (Driscoll, Practising Clinical Supervision, 2000).
Il paradigma proposto da Driscoll si struttura attorno a tre domande cardine di largo uso nella psicologia del lavoro ed organizzazioni:
1. Che cosa? – Cosa è accaduto? Cosa ho osservato? Qual era la mia responsabilità?
2. E allora? – Qual è il significato di tutto questo? Cosa ho imparato su me stesso, sugli altri o sul sistema?
3. E adesso? – Quali azioni intraprendo? Come trasformo la consapevolezza in cambiamento concreto?
Questa progressione – dalla consapevolezza alla comprensione fino all’azione – ha superato i confini della supervisione clinica, ispirando coach, professionisti, leader e imprenditori a farne uno strumento per lo sviluppo organizzativo e personale.
In modo analogo, il modello MindsetMaps International, ideato da Robert Dilts e Mickey A. Feher MBA, M.A. Psy incoraggia una comprensione sistemica del quadro generale: il mindset non è un tratto immutabile, ma una configurazione che può essere mappata, allenata e trasformata. Dilts ci ricorda che «la qualità della nostra vita è determinata dalla qualità delle domande che ci poniamo» (Dilts, 1990).
Proprio la capacità di fermarsi, porsi domande significative e ridefinire le proprie mappe mentali costituisce il ponte tra la riflessione di Driscoll e la metodologia generativa di Dilts. Come sottolinea quest’ultimo: «Il coaching generativo non consiste nel dire alle persone cosa fare, ma nel creare le condizioni affinché possano generare nuove possibilità e significati» (Dilts & Gilligan, 2014).
È in questa prospettiva che nasce l’iniziativa di MindsetMaps International realizzata “ad hoc” in ogni paese-parter. In italia si dà vita a “3 steps for your empowerment”: un percorso calibrato sul tessuto culturale e sociale del Bel Paese, dove ciascuna risorsa può scegliere quanto e come lavorare per la propria centratura, consapevolezza ed evoluzione, personali e professionali.
Un programma mirato che offrirà a leader, professionisti e individui di ambiti differenti, strumenti concreti per sviluppare resilienza, chiarezza e performance sostenibili, combinando l’evidenza algoritmica dell’auto-analisi (Inventory MMI) con un approccio esperienziale di auto-cura e riflessione.
